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7 regole d’oro per fornire feedback efficaci

Fornire feedback efficaci

Mini-guida in 7 passi per scrivere recensioni realistiche e costruttive

A chi non è mai capitato di rivolgersi a un professionista freelance? È una prassi piuttosto comune per ottenere un certo tipo di lavoro.  E alla fine, spesso si lascia un commento, una recensione, un feedback, un’opinione personale sul lavoro eseguito, sul professionista e più in generale sull’esperienza vissuta.

Ma come regolarsi? Cosa e come scrivere il proprio parere in modo che sia efficace e costruttivo?

Lo vediamo in sette punti.

Indice

Commenta l’obiettivo

Non limitarti alla grafica o all’estetica. Spiega anche perché qualcosa non funziona.

💡 Esempio: Questa headline non comunica efficacemente il risparmio del 20%.

Sii specifico e verificabile

Evita frasi o termini generici come “più accattivante” o “più adatto”.  Usa riferimenti precisi e misurabili.

💡 Esempio: Aggiungi il benefit nel primo paragrafo e una CTA entro la riga 5.

Raccogli i feedback in blocco

Evita messaggi o micro-messaggi frammentati. Dedica un po’ di tempo a rivedere tutto e invia un unico documento con tutti i commenti consolidati, meglio se suddivisi per argomento.

Priorizza secondo la classificazione P1/P2/P3

La classificazione P1/P2/P3 serve a presentare i feedback secondo la loro importanza. È un modo efficace per distinguere ciò che va corretto assolutamente, da ciò che è solo un consiglio. Il suo scopo è chiarire le priorità, evitare discussioni e accelerare le revisioni.

Perché è importante fornire una scala di priorità ai propri feedback?

Perché chi li riceve capisce immediatamente:

  • cosa deve correggere assolutamente (P1)
  • cosa sarebbe meglio sistemare (P2)
  • cosa può migliorare (P3)

Feedback P1

Sono correzioni necessarie, che possono riguardare sia l’obiettivo, che il brand, senza le quali il lavoro fatto non è completo, né tantomeno presentabile. In altre parole, senza queste modifiche, non si può pubblicare o utilizzare.

💡 Esempi

  • viene violato il brand (colori, font, tono di voce)
  • mancano elementi fondamentali
  • viene travisato il significato del messaggio
  • viene danneggiata la qualità
  • il logo non rispetta i colori aziendali
  • il titolo contiene un errore
  • manca la CTA

Feedback P2

Sono modifiche consigliate, perché migliorano la qualità, ma non bloccano e non sono indispensabili. Si tratta di suggerimenti importanti, che rendono il lavoro migliore, più efficace o più professionale, ma se non vengono applicati, il materiale è comunque utilizzabile.

💡 Esempi

  • Il testo attuale è troppo lungo e dispersivo, meglio ridurlo.
  • Meglio aggiungere spazio tra gli elementi, per aumentare la leggibilità.
  • Meglio valutare un’immagine più coerente col target.

Feedback P3

Sono suggerimenti più “raffinati”, solitamente estetici o personali. Si possono tralasciare senza compromettere la sostanza. Insomma, sono consigli che si possono seguire se avanza tempo, ma la loro mancata applicazione non interferisce col risultato.

💡 Esempi

  • Si può provare un’altra sfumatura di blu.
  • Si può aggiungere un’ombreggiatura.
  • Si può valutare un’icona più simpatica.

Usa esempi e riferimenti

Indica (anche con un link) un tono di voce, un layout, un competitor da prendere come riferimento da copiare o da evitare. Il questo modo, offri un esempio pratico di cosa e come andrebbero fatte alcune modifiche.

Contesta l’output, non la persona

Mantieni il confronto sul risultato del lavoro, non sulla persona o le persone che lo hanno realizzato. Giudicare l’esecutore del lavoro, distoglie l’attenzione dal lavoro stesso, senza fornire validi spunti per migliorare.

💡 Esempio: La palette utilizzata non rispetta il “contrast ratio” del brand.

Dai un perimetro di revisione

Indica cosa deve essere rivisto, entro quando e con quali limiti.

💡 Esempio: Le didascalie delle immagini in B/N non sono abbastanza chiare. Vanno sostituite entro giovedì prossimo con altre più esaustive, purché non troppo lunghe o pedanti.

Conclusioni

Fornire feedback può essere di grande aiuto per chi li riceve, meglio se sono efficaci e soprattutto costruttivi.

Può capitare di essere infastiditi dalla richiesta di lasciare una recensione, ma bisogna pensare che il nostro parere può aiutare a migliorare la qualità dei prodotti o dei servizi che poi utilizzeremo.

Insomma, lasciare il proprio feedback conviene a tutti.

E tu, vuoi sapere come gestire i feedback, anche quelli negativi? Leggi questo articolo.

Foto di Gerd Altmann da Pixabay